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BATTIPAGLIA: ABBATTIMENTI IN PINETA, GIÙ LE PRIME 20 CASE

Il TAR della Campania Sez. Salerno, lo scorso 19 novembre 2015, ha dato il via libera, in sede cautelare, agli abbattimenti di costruzioni abusive realizzate nella fascia pineta di Battipaglia. Per la prima volta, grazie al decisivo intervento del circolo locale di Legambiente, la Autorità giudiziaria Amministrativa ha immediatamente dato il via libera ad abbattere costruzioni abusive su aree non solo vincolate paesaggisticamente ma - soprattutto - non edificabili. Sono oltre 20 le case e i fabbricati sottoposti a ordinanza di demolizione, diverse già in fase di esecuzione. Altri abusivisti, per timore di perdere anche la proprietà dei suoli, hanno deciso di abbattere spontaneamente le loro costruzioni abusive, prima di incorrere nelle demolizioni in danno da parte dello Stato.

Grande la soddisfazione di Legambiente, per una questione giudiziaria aperta con un’ordinanza della Commissione straordinaria nel 2013, a cui gli abusivisti avevano fatto appello in sede di TAR Campania, e che oggi trova finalmente la sua più giusta conclusione.

“L’azione adottata, in sede cautelare, dal TAR Salerno - dichiara il presidente locale di Legambiente, Alfredo Napoli - grazie anche alle ottime argomentazioni rese dal nostro avvocato Ferdinando Belmonte, è altresì importante perchè consente al Comune di Battipaglia di concretizzare la politica di ripristino della legalità urbanistica posta in essere dalla Commissione Straordinaria”.

Sulla questione è intervenuto Valerio Calabrese, della segreteria regionale di Legambiente, e presidente del circolo al momento della costituzione in giudizio: “Quello che per anni è stato tollerato ed avallato da una politica connivente e piegata agli abusi e agli interessi di pochi, a danno di un bene comune come il litorale, viene oggi finalmente riportato negli steccati della legalità. Speriamo sia un monito anche per i futuri amministratori; è preoccupante che tra i tanti aspiranti sindaci si sente molto poco parlare di questi temi”.

Intanto, continua senza sosta la nostra battaglia per bloccare il Grande progetto di contrasto all’erosione costiera nel golfo di Salerno, che così come concepito otterrà l’unico risultato di spendere 70 milioni di euro deturpando e artificializzando 40 km di costa, senza arrestare il fenomeno erosivo.

 

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