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TORNA IL TEATRO AD EBOLI. AL VIA DAL 1° DICEMBRE IL PRIMO DEGLI OTTO SPETTACOLI IN PROGRAMMAZIONE AL CINE TEATRO ITALIA

Al via dal 1° dicembre il primo degli otto spettacoli in programmazione al Cine Teatro Italia, per la stagione 2015/2016. Evento fortemente voluto dalla direzione del Teatro Italia e patrocinata del Comune di Eboli, dal Rotary Club in collaborazione con l'associazione Colpo di Scena. Evento che evidenzia il  coinvolgimento di associazioni teatrali cittadine e sopratutto di solidarietà internazionale con la sezione di Eboli del Rotary Club per la campagna internazionale “End Polio Now”, destinata all’eradicazione della poliomielite nel mondo. Il primo degli otto spettacoli previsti vedrà in scena lo spettacolo esilarante e ricco di piccoli incongruenze e colpi di scena, dal titolo "Piccole Incongruenze Quotidiane.." scritto e diretto da Diego Sommaripa, con Francesco Luongo, Filomena Pisani, Marcello Cozzolino, Diego Sommaripa, Ida Pili, Marilia Marciello, Vincenzo Salzano e la partecipazione straordinaria di Antonello De Rosa. La trama dello spettacolo vede mettere in evidenza il disagio dei nostri tempi, le piccole incongruenze quotidiane, quei piccoli intoppi che capitano quotidianamente appunto, ad ognuno di noi. Tra un dentifricio finito, un posto auto non trovato o una fila troppo lunga al cinema. Un lavoro drammaturgico divertente, che è anche l’obiettivo del regista che si pone attraverso messinscena, uno spettacolo di  varietà 2.0, tra gag, musica dal vivo ed un pizzico di riflessione. Mentre nel finale si scoprirà se lo showman riuscirà nell'impresa di portare a termine la sua serata, tra risate e musica dal vivo, non mancheranno spunti di riflessione , sempre restando nel clima leggero che si può vivere all'interno di qualsiasi locale di qualsiasi città. «Ci presentiamo al pubblico con una nuova sfida - pur in un momento in cui cinema e teatri vanno verso la chiusura – spiega il direttore del Teatro Italia, Vito Bufano -. Abbiamo voluto fare una scelta difficile, ma che pensiamo possa pagare in termini di crescita culturale complessiva per il territorio. Invece di affidarci alle compagnie di professionisti, abbiamo dato spazio soprattutto alle realtà amatoriali, ugualmente professionali, ma forse sul piano del messaggio culturale molto più attrezzate».

 

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