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È ormai noto come negli ultimi tempi si è verificato, soprattutto nei quartieri periferici dei centri urbani, un progressivo degrado della qualità della vita dovuto ad una serie di fattori, anche di ordine socio-economico e culturale, che hanno spesso reso difficile la pacifica convivenza tra i cittadini. È soprattutto da questi disagi e sofferenze sociali che nasce l’esigenza primaria di garantire alla collettività una maggiore sicurezza e tranquillità, attraverso una presenza costante dell’operatore di Polizia per ristabilire le condizioni di una vivibilità più accettabile. In questa nuova realtà sociale, infatti, e alla luce dei nuovi poteri conferiti ai sindaci, la Polizia Municipale, pur nell’esercizio delle sue specifiche funzioni, relative alla tutela dell’ambiente, della salute, del commercio e del traffico, è chiamata a dare un contributo considerevole nel recuperare la percezione di sicurezza dei cittadini, comunque, non può essere risolto solo con interventi preventivi e repressivi, per contrastare i vari fenomeni di devianza sociale, ma va affrontato con un progetto complessivo che tenga conto delle cause che hanno generato tali fenomeni. La figura e la funzione, quindi, del Vigile di Quartiere, così come ha voluto tra l’altro dal sindaco Alfredo Liguori, non si limita e non si esaurisce solo con l’opera di controllo del territorio attraverso la “conoscenza” del territorio stesso, delle varie problematiche e dei disagi della Comunità del Quartiere, ma l’operatore dovrà agire da tramite tra i cittadini e l’Amministrazione e non rappresentare solo l’Istituzione. Il suo contributo sarà tanto più valido ed efficace quanto più sarà in grado di stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione con il cittadino, nell’ambito di un valido concetto di tutela dei diritti alla sicurezza, alla legalità e alla viabilità.
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