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SPECIALE VIGILE DI QUARTIERE
Chi è il “Vigile di Quartiere”
Se oggi si inaugurano le sedi distaccate (meglio note come “presidi”) del “Vigile di Quartiere”, sin da Dicembre gli Agenti Ausiliari ed Effettivi del locale Comando della Polizia Municipale sono al lavoro per riservare un occhio di riguardo, se possibile, ancora più particolare alle periferie della Città. L’iniziativa parte da Sant’Anna (Via Paolo Baratta, 175), Taverna (Via Volta, 4) e Belvedere (Via Belvedere, 252), ma presto verrà estesa a Serroni e a ridosso della fascia costiera, in località Aversana, in attesa di fare lo stesso anche con il centro urbano. Determinante, per la Giunta Liguori, il ruolo che andrà a ricoprire il “Vigile di Quartiere”, che si occuperà di ogni problema esistente in zona, dal più piccolo al più grande, e rappresenterà il
collegamento tra i Rioni e l’Amministrazione Comunale. Opereranno 4 Vigili di Quartiere al giorno per zona e la loro presenza sarà assicurata dal lunedì al sabato dalle ore 8,00 alle ore 20,00. Il pubblico sarà ricevuto presso le rispettive sedi (“presidi”) dalle ore 9,30 alle ore 10,30 e dalle ore 15,30 alle ore 16,30. Gli operatori della Polizia Municipale potranno raccogliere denunce su qualsiasi accaduto, segnalazioni da sottoporre all’attenzione della Giunta e distribuiranno anche modulistica riguardante l’ottenimento di documenti che non necessariamente siano di competenza dell’Amministrazione Comunale. A distinguere i Vigili di Quartiere dagli altri colleghi della Polizia Municipale, un berretto cilindrico, a quadri bianchi e celesti (colori ufficiali del Corpo) con al centro lo stemma del Comune di Battipaglia, del tutto simili a quelli utilizzati dai poliziotti di quartiere italiani e dai cosiddetti “bobbyes” inglesi.
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Ultime 5 news sui vigili urbani:
14/3/2008 - Litoranea di Eboli: 11 ville abusive sequestrate in un mese: Operazione di vigili urbani e carabinieri lungo la litoranea di Eboli. Le forze dell'ordine hanno scoperto altre ville abusive in via Tuppi. I casolari sequestrati sono ora 11, lungo la strada sterrata che corre parallela alla litoranea. I carabinieri hanno sgomberato due casolari al confine con Battipaglia, arrestando 9 nordafricani e una rumena, con l’accusa di occupazione abusiva e furto di corrente elettrica. Il blitz dei caschi bianchi è scattato ieri mattina. Gli agenti del comandante Enzo Gallo sono tornati in via Tuppi. La stradina ridotta a una mulattiera si spinge nell’entroterra di Campolongo. Tra serre agricole e case di villeggiatura, in poco più di un mese, i caschi bianchi hanno scoperto e sequestrato 11 caseggiati abusivi. Si tratta di costruzioni a un solo piano, spesso non ancora intonacate. Edifici messi in piedi nel giro di una notte, senza alcuna licenza edilizia. La squadra anti abusivismo dei vigili urbani da diverse settimane perlustra la zona. Una dopo l'altra, le case abusive sono spuntate in diversi angoli di via Tuppi. L’area sottoposta a sequestro è piuttosto vasta: «In totale è un ettaro di terreno- spiega il comandante Gallo - Abbiamo identificato il proprietario, ma non lo abbiamo ancora denunciato. Nelle prossime ore lo ascolteremo per capire come ha diviso questo terreno e a chi fanno riferimento le 11 villette abusive». Gli avvisi di garanzia sono ancora fermi in caserma. I caschi bianchi devono identificare i committenti delle opere fuori legge e i responsabili dei cantieri illeciti....
22/10/2007 - Allarme amianto a Belvedere:
| Allarme amianto nel quartiere Belvedere. Ma anche rifiuti e degrado diffuso. Ieri mattina sopralluogo di tecnici e vigili urbani nell'area a ridosso di via Belvedere in prossimità di via Magellano per verificare lo stato delle coperture in eternit di numerosi capannoni presenti nella zona. La "ricognizione" è stata sollecitata da una interrogazione dei consiglieri comunali Piero Lascaleia e Salvatore Anzalone a cui erano arrivate molte segnalazioni dagli abitanti del popoloso quartiere. La preoccupazione dei residenti era relativa all'eventuale sfaldamento delle coperture in amianto visto che la sostanza diventa pericolosa quando presenta delle lacerazioni. «I cittadini hanno il diritto di sapere se sono stati portati avanti tutti gli atti idonei a salvaguardare la salute - spiega il consigliere Lascaleia - È auspicabile poi che l'amministrazione proceda ad un censimento di tutti gli edifici esistenti sul territorio comunale a rischio amianto». Per il momento è stata effettuata una verifica su tutte le strutture pubbliche in seguito alla quale sono risultati a rischio un edificio di via Giusti e i capannoni dell'ex tabacchificio Ati di via Rosa Jemma. A presiedere ai controlli degli addetti ai lavori ieri mattina vi era anche l'assessore all'Ambiente, Antonio Amatucci. Carte alla mano, i tecnici e i vigili urbani hanno effettuato una prima verifica dei manufatti, alcuni dei quali sono attualmente dismessi. In passato l'amministrazione comunale aveva già emesso un'ordinanza per la messa in sicurezza di diversi capannoni a cui i titolari delle strutture avevano risposto con una perizia tecnica che certificava il buon stato di conservazione delle coperture e quindi la mancanza di pericolo per l'incolumità pubblica. Ieri mattina comunque, nel corso del sopralluogo, è stata scattata una serie di fotografie che, insieme all'ordinanza e alla perizia, verranno ora inviate all'Arpac, l'agenzia regionale che controlla l'ambiente, alla quale il comune chiederà di procedere ad una ulteriore verifica. «Nei pressi dei capannoni funziona anche un asilo nido - dicono i residenti - Vogliamo che sia l'agenzia a controllare lo stato di usura dell'eternit e a certificare che non vi è nessun problema a vivere a ridosso di queste strutture. Il problema è stato segnalato anche alle amministrazioni precedenti senza però che niente si sia smosso». Sono decine le famiglie che abitano nella zona che insiste su queste vecchie strutture. "Un panorama non certo esaltante. Dai nostri balconi lo sguardo spazia tra tetti in eternit, opifici abbandonati, sversatoi, con all'orizzonte l'area dove doveva entrare in funzione un depuratore che non ha mai iniziato la sua attività. Uno squallore ed un degrado infinito» l'amara conclusione degli abitanti della zona. Comunque, al di là dell'eventuale pericolosità dell'amianto, ieri mattina non sono mancate le sorprese. Uno di questi manufatti infatti è stato trasformato nel tempo in una discarica a cielo aperto. All'interno sono stati rinvenuti vecchi divani, poltrone, materassi e materiale di risulta. |
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