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Traduzione o interpretazione del documento cavese

Nell'anno del Signore Dio eterno e di Gesù Cristo nostro salvatore. Nell'anno 1091 della sua incarnazione, ai tempi di Ruggero*, nostro glorioso duce, nel mese di marzo nel giorno XV.

Quest'atto fu erogato da me (a segno di ricordo o testamento)* a favore di Pietro, figlio già di Grimoaldi e di Angelo, mio nipote; (questi) figli già di Martini, i quali col soprannome di Battipaglia abitammo proprio sul luogo del Tusciano.

A noi sopraddetti, in presenza di Giovanni viceconte e ad altri probiviri, Sikernus* figlio già di Amore, col permesso di Donna Emma consegnò una "pezza" (un pezzo) di terra con alberi, nel luogo Tusciano, dove si dice Leborani per i confini e per le misure.

(vengono ora descritti i confini e le misute) Cioè:

dalla parte settentrionale (proprietà della padrona) XXI passi*; dalla parte occidentale, dal lato del parroco Angelo LXI passi e guarda alla parte orientale dello stesso presbitero Angelo, XL passi, e arriva nella parte meridionale fino ai confini di Concilio, per LX passi;

confina con la parte meridionale della padrona, per VII passi.

Dalla parte che fa ad arco, all'oriente, (oltre i XL passi di sopra) altri CXXXIV.

Queste furono le condizioni*: che noi avessimo quella terra sempre in coltivazione e la lavorassimo e la tenessimo sè tanto che essa progredisse e non venisse abbandonata e non la chiudessimo, e, passato del tempo, la seminassero e dessimo indi a Sikerno il tributo che gli spetta come vuole la consuetudine del luogo; e facessimo, poi, la vendemmia, facendoglielo sapere, però, cosicchè egli manderebbe un suo messo, al quale noi saremmo obbligati a dare la quarta parte di vino; similmente dovremmo dargli la quarta parte anche dei frutti e dei salici; indi nutrissimo il messo, da lui inviato, per tutto il tempo che sarà venuto per la raccolta dei frutti, secondo le nostre possibilità.*

E Sikerno a noi la (garanzia?)* e ci impose come fideiussone Bucciardu, in modo che per sempre ci difenda questo lascito da tutti gli uomini: basterà che lo stesso Sikerno voglia solo in qualche cosa contraddirci, con la stessa garanzia, si obbligò nei nostri confronti e in quelli degli eredi nostri a versare una somma di XX monete d'oro pesanti, di quelle di Costantino. Così è stato soprascritto come adempimento.

E così preghiamo, di scrivere, il notaio Guidone.

Actu (atto o fatto) Evuli (Ebuli?)

 

 

NOTE

* Ruggerus sarà Ruggero II di Altavilla, normanno, figlio di Ruggerius I, gran Conte. I Normanni si avviano alla conquista definitiva della Sicilia e dell'Italia Meridionale;

*Memoratium appare essere un buon patto di passaggio del feudo perchè siamo in piena civiltà feudale e in piena economia curtensis: alla villa dominica, a cui si fa cenno per i confini settentrionali, si distingue la pars massericia, che è quella che viene consegnata alla famiglia dei massari, che è divisa in mansi, assegnati a varie famiglie di coloni;

*Sikernus è un principe, dal nome più longobardo che normanno: lo si evince dall'asseto territoriale, dalle attività economiche e ancora dal dato storico, che Benevento, Capua e Salerno fanno parte del principato longobardo;

*La misura del passus e di circa 1456 metri nostri;

*Terraticum è il simbolo duro della economia curtense, uno dei tributi più pieni, duri e completi, come si vede dall'atto.

*E' intenzione di Sikerno di assicurarsi una buona coltivazione del fondo assegnato: l'atto, intanto, si diffonde largamente nell'enucleazione dei lavori da compiere (tanta è la premura della resa). Un dato certo è quello della semina, un altro è quello della vendemmia. La strana richiesta dei salici è perché  occorrevano evidentemente agli artigiani di corte per costruire, tessendo e intrecciando, corbelli e fascine. Ma è bene dire che consegnare solo la quarta parte al padrone era condizione vantaggiosa se da noi, fino a pochi decenni addietro, per la raccolta di ulive e frutti il padrone riservava, con patto di pretesa, ben tre parti su quattro. L'entità del terraticum non fissato nell'atto è da credere già determinato dalla consuetudine.

*La garanzia appare certa (chissà poi se veramente mantenuta!) C'è anche il fideiussore o garante ed è specificato anche il prezzo di ricompensa: 20 solidi pezzi d'oro di Costantino.

 

NOTA AGGIUNTIVA

Il gruppo che nel 1091 era stabilito sul Tusciano, in pieno dominio normanno dopo quasi cinque secoli dall'arrivo dei longobardi nella zona, aveva perduto molto della sua consistenza e della sua funzione.

Queste famiglie gentilizie - le fare- erano insieme un gruppo familiare, esercitavano una funzione politica e costituivano una unità militare ed ogni stazione di un popolo migratore deve essere vista anche - ed alle volte prevalentemente - come determinata da necessità militari. Ecco perché questo gruppo di longobardi, soprannominato Battipaglia, fosse stato attestato sul Tusciano fin dal primo momento dell'arrivo nella zona, come punta avanzata verso Salerno e come guardia di un insediamento già stabile a Capaccio.

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