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Comune

 
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Quando Battipaglia protestava (1969)


- Gravi incidenti a Battipaglia e nel salentino. Invece di costruire stabilimenti e macchine si chiudono perfino le aziende storiche che ci sono già, come la manifattura di tabacchi e lo zuccherificio. Per il paese e' una tragedia, meta' della popolazione vive su queste due fabbriche, sulle coltivazioni e sull'indotto; scende in piazza inviperita, blocca ferrovie, strade e autostrade, dalle 17 alle 22 la citta' e' in mano a tremila dimostranti, che devastano la stazione, incendiano il municipio, danno fuoco a duecento auto e poi assediano il commissariato.
Lo scontro con le forze dell'ordine e' drammatico, poi l'assedio dei dimostranti diventa un attacco, e la polizia perde la testa e spara sulla folla. A notte alta si conclude un dramma, 200 feriti fra i dimostranti, 100 nella polizia, e una professoressa e uno studente uccisi.
A Roma arriva invece la notizia che ci sono stati cinquanta morti, e temendo una insurrezione generale tutti sono presi dal panico; viene subito firmata la riapertura delle due aziende.

11 APRILE- Dopo i gravi incidenti a Battipaglia c'e' uno sciopero generale, e in molte citta' gli incidenti sono numerosi. A Milano viene compiuto un attentato alla Borsa, proseguono poi gli incidenti anche durante la notte; il giorno dopo altri attentati avvengono nella roccaforte del movimento studentesco, all'Albergo Commercio aperto a tutti gli studenti universitari provenienti da altre citta' e senza mezzi economici.

25 APRILE. Scoppia una bomba al padiglione della Fiat alla Fiera Campionaria; sono ferite 6 persone. Mentre alla Stazione Centrale di Milano ne viene ritrovata una rudimentale inesplosa. La data scelta e l'obiettivo non e' casuale: 25 aprile!

29 MAGGIO - Come a Battipaglia, e per le stesse ragioni, anche nella zona napoletana, in undici comuni del casertano, gli operai scendono in sciopero; la popolazione fa manifestazioni che diventano subito tumulti; occupano i municipi e gli scontri con le forze dell'ordine provocano decine e decine di feriti e l'arresto di una quarantina di persone. Il 3 giugno stesse proteste a Palermo per alcuni giorni con l'occupazione del Municipio, blocchi stradali, del porto e delle ferrovie. In Sicilia non solo non si incentivava l'agricoltura, ma si spianavano le fattorie e gli allevamenti modello, si demolivano moderne latterie, oleifici, si sradicavano stupendi agrumeti a Catania e a Siracusa, il tutto per far posto alla petrolchimica, ai cementifici, alla plastica che non sono aziende manifatturiere, e occupano poche maestranze (fra l'altro scese dal nord).


I funerali delle vittime

Occupazione della stazione Ferroviaria durante i Moti
 
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