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Speciale Impianto di produzione CDR

Per effetto dell’impianto nel cuore della piana del Sele si avranno:

10.000 quintali di rifiuti giornalieri da bruciare, provenienti dai 402 comuni delle province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, con 400 camions ogni giorno in circolazione.

L’emissione di gas e aereosol prodotta dal Termodistruttore, quella di rumori, odori e polveri provenienti dal CDR sono i principali effetti dell’installazione.

Si sprigioneranno nell’aria diossina, furani, acido cloridrico, metalli pesanti, che si depositeranno sulle terre e rischieranno di inquinare le acque.

Confagricoltura, Cia, Coldiretti lanciano un grido di allarme: 25.000 aziende agricole e coltivatori diretti della provincia potrebbero subire gravi danni.

Mozzarella di bufala, formaggi, frutta e verdura biologica hanno ottenuto marchi di qualità e di tutela: DOC (denominazione origine controllata) DOP (origine protetta), e IGP (indicazione geografica protetta), biologico. Questi marchi, di grande valore qualitativo e commerciale, potrebbero essere ritirati a se le zone di produzione risultassero contaminate dai fumi e dalle polveri emessi dagli impianti di CDR e Termodistruzione.

Paradossalmente la Regione Campania ha avviato la creazione del Polo Agroalimentare della Piana del Sele (500 miliardi di investimento) che dovrebbe cambiare il volto dell’agricoltura meridionale, dando nuovi spazi nella provincia di Salerno.
Inoltre la localizzazione prevista per l’impianto sarebbe nelle immediate adiacenze di industrie produttrici di mangimi e di industrie di trasformazione (vedi pastifici), del nascente Parco del Cilento e Vallo di Diana, dell’Oasi di Persano (lontra e rare specie di uccelli acquatici).
Secondo la Commissione per il VIA del Ministero dell’Ambiente, a Battipaglia andrebbe delocalizzato almeno uno dei due impianti (produzione del CDR e termovalorizzatori), per ridurre la pressione ambientale.
Al Commissariato per l’Emergenza rifiuti, Bassolino il compito di scegliere autonomamente la delocalizzazione dei siti. 
Il parere del Ministero dell’Ambiente non è più vincolante e di recente un’ordinanza del Ministro degli Interni Bianco abolisce ogni ipotesi di accordo di programma con gli enti interessati dalla localizzazione degli impianti.
La Regione ora ha via libera: il 2 giugno scorso ha stipulato il contratto con la FISIA, al fine di fronteggiare l’imminente esaurimento delle discariche. 
In merito alla nuova collocazione degli impianti, la scelta potrebbe cadere su 3 comuni: Salerno, Pontecagnano, Serre.
Il Sindaco di Salerno De Luca, invertendo la marcia, dopo aver dato una prima disponibilità, ora si oppone alla realizzazione, i primi cittadini di Pontecagnano e Serre sono disponibili.

 

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